Da "Il sole 24 ore"
Giovedì, 21 Febbraio 2019 14:29

Infografica dal CSC - Quanto costa il lavoro?

Pubblichiamo l'infografica del CSC: Quanto costa il lavoro?

Con il Reddito di cittadinanza un single senza reddito può percepire fino a 780€ al mese senza pagare l'IRPEF.

780€ in busta paga corrispondono a un costo per l'impresa di 1.360€ perché:

l'azienda paga: retribuzione lorda + contributi carico datore;
sulla retribuzione lorda il lavoratore paga: IRPEF + contributi carico dipendente.
La differenza tra retribuzione netta e costo del lavoro è il " cuneo fiscale e contributivo", di cui una parte a carico impresa e una a carico lavoratore.

Nel confronto internazionale l'Italia ha un cuneo molto elevato, qualunque sia la retribuzione presa a riferimento.

Nel caso di un lavoratore single con retribuzione media (31.000€ lordi l'anno), fatta 100 la retribuzione netta: le imposte pesano per il 32% e i contributi carico lavoratore per un altro 14%; i contributi carico datore pesano per il 61%. Sul netto che va al lavoratore si aggiunge, quindi, il 107% di tasse e contributi.

Su retribuzioni più basse/alte il cuneo si abbassa/alza, data la progressività dell'IRPEF: su un netto mensile di 780€ si aggiunge il 74% ma su uno di 3.000€ il 144%.

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

Nota da CSC - N.2/2019 - Clausole di salvaguardia alla deriva

Il ricorso alle clausole di salvaguardia invece di rassicurare istituzioni europee e mercati, motivo per cui erano state introdotte, sta avendo l'effetto di aumentare l'incertezza sui conti pubblici italiani. Gli obiettivi programmati finiscono, infatti, sistematicamente per non essere raggiunti a causa della sterilizzazione in larga parte a deficit delle clausole. Per questo occorre liberarsi quanto prima di quelle ancora attive (28,8 miliardi tra 2020 e 2021) in modo da restituire credibilità ai conti pubblici. Il Governo dovrebbe proporre alla Commissione europea un piano in cui si impegna a non introdurre nuove clausole e a coprire una quota sufficientemente ampia di quelle in vigore.

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

Pubblichiamo l'ultimo report mensile sulla congiuntura economica italiana e internazionale.

L'Italia perde colpi ipotecando il 2019. I dati negativi in Italia nella seconda metà del 2018, aritmeticamente, contano molto nel calcolare la crescita annua del PIL nel 2019: il "trascinamento" è -0,2%.
E la dinamica a inizio 2019 sarà debole: il PMI manifatturiero a gennaio cade molto sotto soglia 50, nei servizi è poco sopra, la produzione è stimata quasi piatta. Anche se il PIL risalisse dal 2° trimestre, è alta la probabilità di una crescita annua poco sopra lo zero.

Il focus del mese - Quanto conta il forte calo delle vendite di auto?

In allegato.

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

Pubblichiamo l'infografica del CSC: Perché la frenata tedesca incide sull'economia italiana?

La Germania è il primo partner commerciale per l'Italia: il valore dei beni esportati rappresenta il 12,5% del totale dell'export italiano, un quarto di quanto esporta l'Italia in tutta l'UE.

I sistemi di produzione italiano e tedesco sono fortemente integrati tra di loro nelle catene globali del valore, in quanto l'Italia è un importante fornitore di prodotti intermedi e beni capitali alle imprese tedesche. La caduta della produzione manifatturiera tedesca frena quindi le esportazioni italiane.

Il rallentamento dell'export (il 26% del PIL nel 2017) ipoteca la crescita per l'anno in corso, soprattutto per i distretti della metalmeccanica del Nord Italia, legati a doppio filo con l'economia tedesca.

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

Cosa cambia dopo il voto di ieri?

Quali le previsioni per l'economia britannica alla luce dei nuovi eventi?

La più elevata incertezza come influirà sulle strategie di multinazionali e imprese esportatrici legate al Regno Unito?

Quali le precauzioni già messe in campo dalla Commissione europea?

A queste domande risponde la prima Nota dal CSC del 2019.

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

Pubblichiamo l'ultimo report mensile sulla congiuntura economica italiana e internazionale.

A fine 2018 l'economia italiana non mostra segnali incoraggianti, dopo il calo del PIL nel 3° trimestre. L'export è atteso in frenata e la domanda interna resta debole, con un mercato del lavoro piatto.
Gli investitori attendono il definirsi delle misure nella Legge di Bilancio e del confronto con la UE. In un contesto di scambi mondiali in calo, la crescita si attenua nell'Eurozona, resta forte in USA e rallenta nel Regno Unito.

Il focus del mese - Petrolio meno caro, tra tante incertezze.

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Pubblichiamo l'Indagine rapida sulla produzione industriale del Centro Studi Confindustria del 30 novembre 2018.

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Pubblichiamo l'infografica del CSC: Cosa vuol dire la bocciatura UE?

Da quando la regola del debito è applicata all'Italia (2015), il debito non è mai sceso seguendo il sentiero richiesto dai regolamenti europei. La presenza di fattori rilevanti (in particolare il rispetto del braccio preventivo del Patto di Stabilità e Crescita) ha finora evitato l'apertura della procedura. Adesso per la prima volta in Europa verrà aperta una procedura per debito eccessivo. La Commissione ritiene ampia la deviazione degli obiettivi di bilancio programmati dal Governo; ma soprattutto le misure principali della manovra sono considerate un passo indietro sulle riforme strutturali e insufficienti a stimolare la crescita. In base alle esperienze degli anni scorsi, solo il ripetuto e assoluto rifiuto di correggere gli obiettivi di bilancio potrebbe portare a sanzioni.

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

Pubblichiamo CONGIUNTURA FLASH del Centro Studi Confindustria di novembre 2018:
Si assottiglia la crescita in Italia e nell'Eurozona, resta forte la dinamica USA. Elevati i rischi

Italia debole anche nel 4° trimestre: piatto il canale estero, cresce poco la domanda interna e mercati finanziari restano in attesa.

Frenata degli scambi mondiali: l'Eurozona corre meno e QE al capolinea, la crescita americana è sostenuta ma frena la Cina e il petrolio è in altalena.

Il focus del mese - Manovra: quali misure per le imprese?

Pubblicato in Sviluppo d'impresa

Premi aziendali sempre più diffusi. Questo è solo un esempio di come i rapporti di lavoro si stiano arricchendo di soluzioni volte a promuovere la produttività. La chiave è una maggiore partecipazione e soddisfazione dei lavoratori.
Quante le imprese che offrono assistenza sanitaria integrativa ai propri dipendenti, supporto all'istruzione dei loro figli o assistenza per i loro familiari anziani?
E quanto diffusa è la partecipazione dei lavoratori all'organizzazione d'impresa?
Le forme di lavoro agile stanno prendendo piede?
A queste domande risponde la Nota dal CSC, sulla base dell'annuale indagine Confindustria condotta presso oltre 4.000 imprese associate.

Pubblicato in Organizzazione
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